Kajal e il Topolino

Proprio oggi mi sono ricordato di una cartolina ricevuta pochi mesi fa, anzi a dire il vero non era una cartolina ma una vera e propria lettera, scritta da un paese lontano ed indefinito e con una calligrafia piccola piccola…
L'avevo quasi dimenticata in un cassetto e mi e' costato un po' di fatica ritrovarla, perche' anche la carta su cui era scritta era minuscola, per non dirvi del francobollo che a malapena si vede ad occhio nudo.

Ecco il testo
" Caro Kajal, ti scrivo per ringraziarti ancora una volta di quello che hai fatto per me, non pensavo davvero che un'amicizia nata di notte, al buio, nel silenzio delle ore piu' fredde avesse avuto un finale cosi' intenso….
E se adesso sono qui a scriverti, da un paese lontano, dove pare , finalmente ci si possa riposare in santa pace, senza temere di rimetterci quantomeno la coda, lo debbo a te.
Ricordo la prima sera che ci siamo incontrati, i tuoi occhi stupiti che nel buio mi scrutavano mentre in tutta pace sgranocchiavo una noce, il tuo naso freddo che cercava di capire chi mai fosse questo compagno misterioso apparso dal nulla a distrurbare coi suoi ticchettii il riposo nella tua brandina…
Non ho mai dimenticato le notti successive, la compagnia reciproca che ci siamo fatti, quei mille tentativi di insegnarmi il tuo linguaggio ed io il mio, e le volte che mi hai accolto contro il tuo pelo per riscaldarmi le zampine, talvolta puzzolenti di briciole di formaggio..
Ma cio' che hai fatto l'ultima sera per me, mi rimarra' sempre nel cuore e se posso essere qui a poterlo ricordare ed un giorno in pantofole raccontarlo ai miei nipotini davanti ad un focolare lo debbo a te.
Ricordo che stavo al riparo della cucina ed avevo appena trovato delle briciole e dei pezzi di nocciola che stavo cominciando ad assaggiare quando si accese all'improvviso la luce ed entro' il tuo padrone…Senti' i miei rumori, sai avevo troppa fame, non riuscivo a fermarmi….cosi' lui pian piano si avvicino' con la scopa in mano per stanarmi.. Tu intanto abbaiavi, sapevo che volevi avvertirmi per farmi mettere in salvo ma era tanto il tremore che non sapevo da che parte fuggire.
Poi decisi di arrampicarmi lungo le asperita' della parete e so che pure allora se non ti fossi interposto fingendo di voler giocare col tuo padrone la scopa sarebbe arrivata giusto a dare un taglio netto al mio debole midollino spinale.
Alla fine ero sul mobile, gli occhi terrorizzati, non avevo via di scampo, mi lanciai da un'altezza cento volte superiore alla mia….
E fu allora che mi sentii avvolto da un calore improvviso, pensai che le prime fasi del trapasso fossero cosi' , ricordo che il nonno mi aveva sempre parlato di una grande luce…ma io invece avvertivo un gran calore…
Era la tua bocca, amico mio, con un balzo improvviso mi afferrasti tra le tue labbra , tra quei denti che pure fanno tremare solo a vederli e scappasti fuori nel giardino dove mi posasti leggermente a terra, ridandomi il gusto della liberta' e dell'aria aperta che per pochi istanti avevo creduto di aver smarrito per sempre….
Non so se avremo modo di rivederci, mio caro Kajal, ormai le peripezie della vita mi portano qua e la per il mondo, ma sapro' sempre che nel cuore di un Terranova ( si dice cosi', vero?) c'e' stato anche lo spazio per un piccolo indifeso topolino di campagna.
Se potessi, ti abbraccerei….

Il tuo amico"

Eccoci alla fine , spero che il cuore di kajal abbia colpito anche voi e vi confesso che mai mi sono vergognato come quella sera, in cui inseguendo un topolino mi sono reso conto di quanto la bonta' di un cane fosse superiore alla mia.

GIOVANNI

Mio racconto pubblicato sul sito di Flavia www.caniditerranova.com